TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo. Questa è una citazione tratta dal nostro libro, sembra davvero d'attualità. invece è stato scritto a Siena nel 1777 all'età di 28 anni;
stampato per la prima volta nel 1790 presso
Baumarchais a Kehl (Strasburgo) con la falsa
data 1809, ma non reso pubblico; pubblicato
in realtà nel 1800 all'insaputa e con
dispetto dell'autore, per iniziativa di
un libraio parigino.
Vittorio Alfieri - Poeta e drammaturgo italiano, uno dei maggiori interpreti delle istanze patriottiche in epoca prerisorgimentale.
Di nobile famiglia, fu educato presso l'Accademia militare di Torino, dalla quale uscì nel 1766 per compiere una serie di viaggi in tutta Europa.
Se le istituzioni inglesi realizzavano per lui l'ideale di libertà politica, determinante per la sua formazione fu il pensiero degli illuministi francesi, in particolare Montesquieu, Voltaire e Rousseau.
Ritornato a Torino nel 1772, esordì nel 1775 con la tragedia Cleopatra, che riscosse grande successo. Da allora si dedicò interamente all'attività letteraria; nel 1776 si trasferì a Firenze per perfezionare l'italiano, poiché fino ad allora si era servito del francese, la lingua dell'aristocrazia torinese.
Nel 1778 abbandonò definitivamente il Piemonte per la Toscana, lasciando tutti i suoi beni alla sorella in cambio di un vitalizio annuale.
Negli anni successivi scrisse la prima parte delle Rime (1804, postume) e diciannove tragedie. La più nota, Saul (1783), riprende il racconto biblico della follia del re d'Israele e della sua gelosia per Davide; tra le altre si ricordano, Filippo (1775-1783) Antigone (1776), Agamennone (1783) e Mirra (1784-1786), incentrata sul conflitto tra istinto e valori morali. Morì a Firenze l'8 ottobre 1803.
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